Oggi inizierò ad approfondire il complicato mondo della UX, ovvero User eXperience, l’esperienza utente.

I designer di tutto il mondo stanno spostando il centro della progettazione dal prodotto alla persona (Human-Center-Design), focalizzandosi sugli utenti ed ai loro bisogni. Con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone e la loro soddisfazione creando percorsi accessibili e sostenibili.

Come designer, voglio porre l’attenzione sulle microinterazioni, che creano effettivamente buone sensazioni nell’utente, sono coinvolgenti e li accompagnano nei loro percorsi.

Che cos’è una microinterazione?
Le microinterazioni sono azioni che aiutano gli utenti ad interagire con il nostro sito o la nostra app.

Cosa possono fare con le microinterazioni ben progettate?

Comunicare il feedback o il risultato di un’azione.
Migliorare il senso di manipolazione diretta da parte dell’utente.
Aiutare gli utenti a visualizzare i risultati delle loro azioni e prevenire gli errori.

Perché le microinterazioni funzionano?
Le microinterazioni funzionano perché fanno sentire immediatamente all’utente che la sua azione è stata accettata, gratificandolo.

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Nel suo libro “Microinterazioni: Progettare con i dettagli”, Dan Saffer suddivide le microinterazioni in quattro componenti: il trigger, le regole, il feedback e i loop.

Trigger: Da inizio alla microinterazione: può essere una azione manuale come un click o uno switch, ma anche qualcosa di automatico come il suono di un arrivo di un messaggio, se abilitato.

Rules: Sono le regole che determinano cosa può fare l’utente e cosa non può fare. Sono “invisibili” ed è per questo che necessitano di un feedback per essere comprese.

Feedback: Informa l’utente di come la regola stia lavorando, ad esempio la vibrazione dello smartphone quando si sceglie il profilo silenzioso.

Loops & modes: I loop definiscono quanto dovrà essere lunga o ripetuta nel tempo come l’icona di caricamento. I modes rappresentano azioni critiche che richiedono l’intervento dell’utente come l’inserimento delle coordinate geografiche per la visualizzazione del meteo.

Come possiamo usare le microinterazioni al meglio?

Mostra lo stato del processo
Il primo principio euristico di usabilità di Jakob Nielsen afferma: mantieni il tuo utente informato su cosa sta succedendo. E gli utenti si aspettano di ottenere risposte immediatamente. Ma ci sono situazioni in cui un’app richiede un po ‘di tempo prima che un’azione sia completata. Quindi, l’interfaccia dovrebbe mantenere l’utente informato su ciò che sta accadendo.
Non lasciamo che l’utente si annoi – teniamolo informato e mostriamo loro il progresso (ad esempio una barra di caricamento).

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Evidenzia le notifiche
A volte dobbiamo mostrare le notifiche per assicurarci che l’utente  non trascuri ciò che pensiamo essere importante. In molti casi vengono utilizzati effetti di animazione per attirare l’attenzione dell’utente.

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Mantieni il contesto
Usa il movimento per trasportare agevolmente gli utenti tra i vari contesti di navigazione usando saggiamente le finestre modali. Questo è molto importante per i dispositivi mobili e gli smartwatch, perché è impossibile inserire tutte le informazioni su uno schermo. Dobbiamo prestare cura alla scelta della transizione che dovrà risultare chiara e fluida ed dovranno essere tutte unificate così che l’utente le riconosca come una chiara navigazione.

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Rendi l’inserimento dati divertente
L’immissione dei dati è uno degli elementi più importanti e noiosi di qualsiasi applicazione. E le microinterazioni possono rendere questo processo qualcosa di speciale e divertente. Puoi utilizzare le animazioni o il natural language form per rendere l’esperienza unica .

Usa l’empatia
Le microinterazioni hanno il potere di incoraggiare gli utenti ad interagire realmente. Possono portare empatia nell’esperienza utente, ma assicurati che le indicazioni visive e le animazioni siano appropriate per i tuoi utenti.
Concentrati sulle emozioni degli utenti perché svolgono un ruolo importante nelle interazioni dell’utente.

Cose da ricordare
Le microinterazioni fungono da facilitatori per le interazioni, con feedback, notifiche e istruzioni.
Le microinterazioni dovrebbero far risparmiare tempo comunicando all’istante le informazioni in modo da non annoiare o distrarre l’utente.
Conoscere i tuoi utenti e il contesto dietro le microinterazioni le renderà più precise ed efficaci.
Le microinterazioni devono sopravvivere all’uso a lungo termine. Ciò che sembra divertente la prima volta potrebbe diventare fastidiosa dopo la centesima volta di utilizzo.
Aggiungi umanità alla microinterazione e concentrati sull’armonia visiva e la fluidità di movimento.
Conclusione o incipit?
Progettare con cura. Pensa

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